Il nuovo documento urbanistico

PIANO REGOLATORE TOP SECRET

SASCO CACCIA MARZI DALL'AULA

Il difensore civico: " Sono allibito". Bordate da Decarli


di Maddalena Rebecca (Il Piccolo, 17 giugno 2009, Trieste Cronaca)

Da sinistra

Maurizio Marzi,
Roberto Sasco,
Roberto Decarli
Angela Brandi
 

 

Fuori il pubblico. Al bando giornalisti e fotografi. Via, persino, il difensore civico, allontanato dal presidente ribattezzato dall'opposizione "Sasco-Ahmadinejad" per la bravura dimostrata nel creare un'«atmosfera che farebbe invidia all'Iran», con tanto di «luci basse, tende tirate e un unico microfono funzionante».

Più secretata di così la riunione della Commissione VI, chiamata ieri ad assistere all'illustrazione del piano regolatore, proprio non poteva essere. A nulla sono valse le proteste partite tanto dai banchi del centrodestra quanto da quelli del centrosinistra per tentare di ammorbidire i guardiani dell'ordine e rimuovere il segreto d'ufficio sul documento in discussione.

«Gli atti di pianificazione diventano pubblici solo dopo la loro adozione» ha sentenziato il segretario generale Santi Terranova. «Di conseguenza le sedute preliminari della Commissione devono svolgersi a porte chiuse».
Un diktat a cui, come detto, il presidente Sasco ha obbedito senza fiatare. Tanto che la mozione d'ordine presentata dal consigliere della Lega Maurizio Ferrara - mozione che invitava ad abolire la secretazione in virtù dell'assunzione di responsabilità dei consiglieri tenuti a non rivelare le informazioni - è stata dichiarata irricevibile, tra le critiche dell'opposizione e i malumori di buona parte degli esponenti della maggioranza. Tutti, tra l'altro, irritati anche dalla scelta di distribuire il cd, con la documentazione relativa al piano, soltanto ai capigruppo e non ad ogni commissario, forse proprio per prevenire ulteriormente le fughe di notizie.

Già questo basterebbe a giustificare l'espressione "corrida" usata dallo stesso Sasco per descrivere la parte iniziale della seduta. Ma il bello, o il brutto a seconda dei punti di vista, è andato in scena in realtà quaranta minuti dopo l'avvio dei lavori. Quando, cioè, in aula si è presentato il difensore civico Maurizio Marzi.

«Qui non ci puoi stare» è stata la poco calorosa accoglienza riservatagli dal presidente. «La riunione è secretata e tu non hai titolo per accedere a questi atti. Quindi, Maurizio, credo proprio che tu debba uscire dall'aula».
«Un'affermazione a cui, all'inizio, non volevo credere»,
spiega Marzi. «Dire che sono rimasto allibito è poco. Lo Statuto e il regolamento comunale specificano che il difensore civico può chiedere tutti gli atti e i documenti, senza i limiti imposti dal segreto d'ufficio. La decisione di allontanarmi è stata quindi un fatto grave perché dimostra, da un lato scarsa sensibilità nei confronti delle funzioni che ricopro e, dall'altro, l'assoluta mancanza di rispetto per le regole di trasparenza che dovrebbero ispirare le pubbliche amministrazioni».

«Durante l'intera seduta mi sono limitato a seguire le indicazioni fornite da Terranova, l'unico "notaio" della situazione autorizzato a dare interpretazioni giuridiche», è la replica di Sasco, «io giurista non sono e, vista la delicatezza degli argomenti, non ho potuto far altro che attenermi alle direttive». Una difesa giudicata debole e insufficiente da più di un commissario. «Il dibattito sul piano regolatore non poteva partire con un piede più sbagliato - commenta il cittadino Roberto Decarli. Sorge il sospetto che l'amministrazione voglia evitare il confronto con la città su un tema tanto importante».
«Il segretario Terranova - spiega Fabio Omero del Pd - ci ha fornito una sua personale interpretazione della norma sulla trasparenza sugli atti pianificatori. Non ha però voluto, o saputo rispondere alle altre mie domande. Perché, per esempio, se è vero che la stessa norma prevede che la partecipazione e l'informazione al pubblico siano escluse anche per gli atti amministrativi generali e di programmazione, sui bilanci preventivi le sedute sono pubbliche?».


Meno dura, ma in ogni caso contrariata, la maggioranza. «Se potessi scegliere, anch'io preferirei eliminare queste limitazioni, anche perché alla fine parliamo di un segreto di Pulcinella - ammette la capogruppo di An Angela Brandi. Ma qui abbiamo a che fare con un obbligo di legge. E le leggi, piaccia o non piaccia, non si possono aggirare».