IL SERVIZIO DEL VERDE PUBBLICO E' AFFIDABILE?


di Mariangela Barbiero, settembre 2009

Qualche giorno fa è arrivata in redazione un'accorata e-mail della signora Samantha Blank, in cui ci inviava un suo appello pubblicato da Il Piccolo nell'aprile del 2007 e una successiva precisazione di Franco Bandelli, allora assessore ai Lavori Pubblici, apparsa anch'essa nelle Segnalazioni. E' da notare che nella seconda giunta Dipiazza l'assessore ai lavori pubblici è anche il responsabile del servizio verde pubblico: evidentemente il conflitto d'interessi è trendy...

Prude la penna dalla voglia di rispondere per le rime, anche se forse fuori tempo massimo, per quanto riguarda l'ex assessore Bandelli, tuttavia sempre in tempo per mettere i puntini sulle "i" e togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Presumiamo che non solo i comitati raccoglitori di firme (10mila per l'esattezza) ma anche i Bandelli boys, che si stanno prodigando nella stessa occupazione, siano persone che non hanno niente di meglio da fare nella vita, per lo meno stando a quanto asserito dal consigliere-boy Sulli nella seduta del consiglio comunale del 30 luglio 2009 (in cui si discuteva della variante 109 al PRG riguardante la riqualificazione di Piazza Libertà, ma questa è un'altra brutta storia).

Rientrando nel merito, è difficile qualificare, dunque inqualificabile, il "J'accuse" di Bandelli che si dice "sicuro che se il ramo rovinando a terra avesse colpito qualche passante, questi signori non avrebbero avuto neppure un rimorso morale per aver esercitato ogni forma di pressione (mediatica) mettendo financo in dubbio la professionalità degli operatori del verde pubblico". Beh, la benemerita rubrica Segnalazioni del Piccolo difficilmente può essere paragonata agli editoriali di Feltri quanto a impatto mediatico, e sarebbe gradito che Bandelli indicasse quali altri pressioni 'mediatiche' siano state esercitate ancorché ininfluenti... Continuando ad analizzare la sua vibrata e vibrante protesta, non è la professionalità degli operatori del verde pubblico a essere in discussione, ma quella dei responsabili del servizio.

Se infatti andiamo a leggere l'intervento apparso sempre sulla benemerita rubrica nel luglio dello stesso anno a firma di Roberto Barocchi già direttore dell'ispettorato delle foreste di Trieste e di Vladimir Vremec, già direttore del verde pubblico del Comune di Trieste, scopriamo che le lamentele dei cittadini sulle orrende potature di questa amministrazione comunale (ma a onor del vero anche di molte altre in Italia, sfortunatamente) sono lecite e ampiamente giustificate: vediamo due amministrazioni e due modi diversi di procedere.

Sempre riagganciandoci alle parole di Bandelli, la manutenzione e il monitoraggio del patrimonio arboreo cittadino sono eseguiti a regola d'arte, tuttavia ci possono essere eventi imprevisti e imprevedibili. Uhm... un ramo di 500 kg qualche segno ammonitore della sua non perfetta salute avrebbe dovuto darlo... o per meglio dire avrebbe dovuto essere colto. Forse c'è stata qualche falla nel monitoraggio.

Domandone: se il ramo di 500 kg fosse caduto sopra un passante, come si
sarebbe sentito il responsabile del servizio del verde pubblico di Trieste?